lunedì 29 febbraio 2016
Hospital del Cammino - nell’anno Giubilare 2015-2016 -
Accoglienza pellegrini - Oasi Masseria Sant'Elia
Accoglienza confortevole e molto
apprezzata, lungo la via Francigena nel sud, sulla vecchia via Traiana nella
Masseria Sant’Elia costruita in pietra viva nel XVII secolo tipica
nell’entroterra della Campania laddove un tempo sorgeva l’antica Masseria
armentizia. Questa struttura ha
visto moltissimi viandanti nei secoli ed è pronta ad ospitare i pellegrini di
oggi e quelli che domani vorranno fare sosta. Prima di riprendere il camino
lasciate una nota, la vostra presenza ci onora! Informazioni- info@agrisantelia.it – 333.7737555
- https://www.facebook.com/masseriasantelia.oasi
venerdì 12 febbraio 2016
CASALBORE: LA TORRE NORMANNA E IL BORGO ANTICO
CASALBORE: LA TORRE NORMANNA E IL BORGO ANTICO: In questo video “Castelli d'Irpinia” presenta il paesino di Casalbore che sorge sul colle a circa 600 metri di altitudine nella valle del Miscano.
domenica 7 febbraio 2016
Domani 7 febbraio - Carnevale con noi -
Domani 7 febbraio - Carnevale Centro Sociale Terza Età Casalbore -
Anche nel nostro paese, nel passato il carnevale era salutato con gioia: si ballava per il borgo del paese e nelle Masserie della campagna (qualche volta in maschera; (e donne con pizzi e abiti antichi delle nonne; gli uomini con il volto macchiato di carbone; spesso con abiti del sesso opposto) e nelle case come tradizione si preparavano gli struffoli, le chiacchiere, le bugie, le castagnole e dolci vari conditi con miele e zucchero. Quindi oggi nonne e mamme del locale – Centro Sociale Terza Età Madonna delle Nevi – con tanto amore ed impegno non hanno voluto rinunciare alle nostre tradizioni carnevalesche, preparando i dolci di carnevale per essere consumati tutti insieme in una giornata di festa, con bambini, ragazzi e adulti dopo la sfilata in maschera per le vie del paese. Vi aspettiamo domani alle ore 15, partecipate numerosi, al termine struffoli per tutti. Viva il carnevale
Anche nel nostro paese, nel passato il carnevale era salutato con gioia: si ballava per il borgo del paese e nelle Masserie della campagna (qualche volta in maschera; (e donne con pizzi e abiti antichi delle nonne; gli uomini con il volto macchiato di carbone; spesso con abiti del sesso opposto) e nelle case come tradizione si preparavano gli struffoli, le chiacchiere, le bugie, le castagnole e dolci vari conditi con miele e zucchero. Quindi oggi nonne e mamme del locale – Centro Sociale Terza Età Madonna delle Nevi – con tanto amore ed impegno non hanno voluto rinunciare alle nostre tradizioni carnevalesche, preparando i dolci di carnevale per essere consumati tutti insieme in una giornata di festa, con bambini, ragazzi e adulti dopo la sfilata in maschera per le vie del paese. Vi aspettiamo domani alle ore 15, partecipate numerosi, al termine struffoli per tutti. Viva il carnevale
domenica 31 gennaio 2016
LE GUERRE ROMANO-SANNITICHE
Le guerre romano-sannitiche durarono circa due secoli. Varie
battaglie ebbero per teatro le campagne di Casalbore.
Sulle pendici del monte “Chiuvi” (monte Chiodo di Buonalbergo) sorgeva la città di Cluvia, nodo strategico di viabilità conteso da Romani e Sanniti.
Nel 321 a.C. i Romani furono terribilmente battuti alle Forche Caudine e non poterono giungere in Puglia per la via beneventana.
Essi, allora, occuparono Lucera passando attraverso l’Abruzzo e costeggiando l’Adriatico. Da Lucera marciarono su Cluvia, passando certamente e guerreggiando anche in territorio casalborese.
I Sanniti ritolsero Cluvia ai Romani e ne misero a morte il presidio.
Ma i fieri legionari dell’Urbe tornarono all’attacco con più forze, espugnando la città, uccidendo circa 20.000 Sanniti che la difendevano.
Questa tremenda battaglia si svolse lungo il torrente Santo Spirito che ora segna il confine tra Casalbore e Buonalbergo.
Quando Cluvia fu abbattuta, i Romani ne popolarono le campagne con gente portata da altri lembi d’Italia.
Si formarono così le celebri “Colonie”, rette con statuti speciali.
Una trasmigrazione massiccia fu quella dei Corneliani e dei Bebiani, circa 60.000 persone dalla Liguria trapiantati tra il Tammaro e il Miscano (181 a.C.) in un territorio che comprende tra gli altri i Comuni di Taurasi, Circello, Pago-Veiano, San Giorgio la Molara, Apice, Reino, San Bartolomeo, Paduli.
Con la caduta di Roma, il dominio di questa terra passò ai Greci-Bizantini.
Qualche secolo più tardi, con l’arrivo dei Longobardi e la nascita del ducato beneventano, i cui confini si estendevano fino ad Equo Tutico (S. Eleuterio), la terra di Casalbore fu compresa in questa sfera di influenza politica e religiosa.
II millennio fu caratterizzato da nuove invasioni, quelle dei Saraceni provenienti dall’adriatico e volti a conquistare, saccheggiando e devastando chiese e villaggi, le terre verso Benevento.
È in questo periodo che fu annesso alla terra di Casalbore un “Monte Saraceno”, sede di un villaggio omonimo con castello (oggi contrada Pescolatorre) Prima dell’anno Mille in territorio casalborese vi furono altre chiese, così come si evince dalla bolla pontificia di Pasquale II del 1102: “In Casali Alvulo (ecclesia) Sancta e Mariae et Sancti Ioannis Precursoris Domini”.
Quindi esisteva la chiesa di S. Giovanni, probabilmente distrutta durante le incursioni arabe, quando fu distrutto anche il “Casale” del Monte Saraceno (1268).
Altro antico tempio cristiano è quello di San Michele Arcangelo, certamente non è anteriore al VI secolo poiché fu nel 525 d.C. che San Michele apparve sul monte Gargano
Sulle pendici del monte “Chiuvi” (monte Chiodo di Buonalbergo) sorgeva la città di Cluvia, nodo strategico di viabilità conteso da Romani e Sanniti.
Nel 321 a.C. i Romani furono terribilmente battuti alle Forche Caudine e non poterono giungere in Puglia per la via beneventana.
Essi, allora, occuparono Lucera passando attraverso l’Abruzzo e costeggiando l’Adriatico. Da Lucera marciarono su Cluvia, passando certamente e guerreggiando anche in territorio casalborese.
I Sanniti ritolsero Cluvia ai Romani e ne misero a morte il presidio.
Ma i fieri legionari dell’Urbe tornarono all’attacco con più forze, espugnando la città, uccidendo circa 20.000 Sanniti che la difendevano.
Questa tremenda battaglia si svolse lungo il torrente Santo Spirito che ora segna il confine tra Casalbore e Buonalbergo.
Quando Cluvia fu abbattuta, i Romani ne popolarono le campagne con gente portata da altri lembi d’Italia.
Si formarono così le celebri “Colonie”, rette con statuti speciali.
Una trasmigrazione massiccia fu quella dei Corneliani e dei Bebiani, circa 60.000 persone dalla Liguria trapiantati tra il Tammaro e il Miscano (181 a.C.) in un territorio che comprende tra gli altri i Comuni di Taurasi, Circello, Pago-Veiano, San Giorgio la Molara, Apice, Reino, San Bartolomeo, Paduli.
Con la caduta di Roma, il dominio di questa terra passò ai Greci-Bizantini.
Qualche secolo più tardi, con l’arrivo dei Longobardi e la nascita del ducato beneventano, i cui confini si estendevano fino ad Equo Tutico (S. Eleuterio), la terra di Casalbore fu compresa in questa sfera di influenza politica e religiosa.
II millennio fu caratterizzato da nuove invasioni, quelle dei Saraceni provenienti dall’adriatico e volti a conquistare, saccheggiando e devastando chiese e villaggi, le terre verso Benevento.
È in questo periodo che fu annesso alla terra di Casalbore un “Monte Saraceno”, sede di un villaggio omonimo con castello (oggi contrada Pescolatorre) Prima dell’anno Mille in territorio casalborese vi furono altre chiese, così come si evince dalla bolla pontificia di Pasquale II del 1102: “In Casali Alvulo (ecclesia) Sancta e Mariae et Sancti Ioannis Precursoris Domini”.
Quindi esisteva la chiesa di S. Giovanni, probabilmente distrutta durante le incursioni arabe, quando fu distrutto anche il “Casale” del Monte Saraceno (1268).
Altro antico tempio cristiano è quello di San Michele Arcangelo, certamente non è anteriore al VI secolo poiché fu nel 525 d.C. che San Michele apparve sul monte Gargano
lunedì 18 gennaio 2016
marzo - festa dei legumi 2016 è stato decretato dall’ONU, l’anno internazionale dei legumi
19-20 marzo - festa dei legumi - Il 2016 è stato decretato dall’ONU, l’anno
internazionale dei legumi, una scelta fatta per dare il giusto valore a questo
alimento, saporito, nutriente e sostenibile. Nell’occasione, la nostra azienda
agricola da sempre ha coltivato legumi, ceci, fagioli, lenticchie, cicerchie,
non potevamo non sostenere una così importante opportunità agricola
interessante a salvaguardia dell'ambiente e dare il giusto valore a questo
alimento sostenibile. Sono a basso contenuto di
grassi e ricchi di sostanze nutritive e di fibra solubile. Sono considerati
eccellenti per la gestione del colesterolo e per la salute dell'apparato
digerente. I legumi sono un ingrediente fondamentale di
diete salutari per affrontare l'obesità e per prevenire e gestire malattie
croniche come il diabete, i disturbi coronarici e il cancro. Quindi vi proponiamo
una giornata in Masseria alla scoperta degli ambienti rurali del territorio con
una piccola escursione, degustazioni delle tante produzioni d’eccellenza che
nascono dal connubio tra natura, tradizioni, sapori e paesaggio. Un tour
gastronomico di sapori antichi di una cucina fatta d’ingredienti semplici
miscelati dalle tradizioni familiari e contadine dei piatti la cui base sono i
legumi. Informazioni e prenotazioni: info@agrisantelia.it – 333.7737555 - https://www.facebook.com/masseriasantelia.oasi - http://twitter.com/MasseriaS
lunedì 7 dicembre 2015
"Parco culturale archeologico della valle del Miscano".
La valle del Miscano, che
sale da Benevento verso l'altopiano di Ariano Irpino, dove è lo spartiacque
Tirreno-Adriatico, offre la naturale possibilità, con l'istituzione del
"parco archeologico" di coniugare le esigenze di tutela di un
patrimonio storico e archeologico rarissimo in Italia e in Europa con la
sperimentazione nel concreto di nuovi modelli di sviluppo nelle aree interne e
meridionali del nostro Paese.
La valle del Miscano è sede di una delle più antiche comunità neolitiche europee, è ricca di siti archeologici e storici (necropoli, ville sparse, santuari, terme, insediamenti accentrati, ponti, lastricati, castelli, chiese, rocche), è percorsa da una fitta rete tratturale in cui spicca il "regio" tratturo Pescasseroli-Candela) e dalle antiche arterie viarie preromane e romane (Via Herculea, Via Minucia, Via Traiana,(via Francigena nel Sud) Via Aurelia Eclanensi, Via Emilia ecc.).
Le comunità locali, per salvaguardare un bene pubblico di eccezionale valore ed interesse culturale hanno predisposto diversi progetti di tutela, recupero e valorizzazione del territorio. Le Valli del Miscano, dell’Ufita e del Cervaro hanno conosciuto una storia comune con insediamenti indigeni sec. VIII sec. a. C., gli Irpini, i Dauni, i Sanniti e gli Apuli. Lungo il tratturo hanno transitato pastori, guerrieri, greggi, le antiche pietre trasudano ancora di rumori e suoni della natura ancora intatta, i corsi del Miscano, hanno scavato per millenni la valle, un tempo navigabile, ora raggiungibile comodamente con la statale 90/bis. Oltre alle aree erbose si ammirano boschi di abeti, cerri, querce e piante tipiche della macchia mediterranea, erbe officinali, oggetto di rivalutazione di aziende agrituristiche.
I paesi accastellati lungo il tratturo si ergono a sentinelle del paesaggio dominati dal verde primaverile o dal giallo oro dell’afa estiva. Il trekking della transumanza, praticato a cavallo, trova in Casalbore (601 m) l’incrocio dei bracci di riposo degli armenti (Tratturo dei Pioppi, Tratturo del Termine, di Ginestra e Castelfranco in Miscano (Bn), della Guarana. Del Campo dei Monaci. Lungo questi Bracci del Tratturo Pescasseroli-Candela, attraversano la necropoli a tumuli e a fossa, e le aree sacre degli templi, celebre quello di Macchia Porcara di Casalbore (VI-III a. C.). I reperti possono essere ammirati nel Museo Archeologico di Ariano Irpino. http://www.comunediariano.it/musei/archeologico/index.html http://www.cir.campania.beniculturali.it/luoghi-della-cultura/antiquarium-di-ariano-irpino
S. Maria dei Bossi http://www.irpinia.info/sito/towns/casalbore/churches.htm è un piccolo gioiello collocato sull’asse della via Francigena e del tratturo a ridosso del paese, è visitabile su prenotazione, dopo aver visitato la torre quadrata normanna di Casalbore, ormai simbolo del paese e la grotta di S. Michele Arcangelo, santuario micaelico alto medioevale.
Sant’Elia nell’omonima contrada ospita in un’antica masseria, circondata da folti boschi, l’azienda agrituristica aperta tutta l’estate e d’inverno su prenotazione, offre oltre uno splendido panorama ed un parco rurale, pernotto e ristoro con vasta scelta di menù tipici locali, organizza per il tempo libero passeggiate, escursioni e trekking culturali e a tema nella natura sul territorio a piedi e con MtB. Informazioni 333.7737555 - info@agrisantelia.it – www.agrisantelia.it
La valle del Miscano è sede di una delle più antiche comunità neolitiche europee, è ricca di siti archeologici e storici (necropoli, ville sparse, santuari, terme, insediamenti accentrati, ponti, lastricati, castelli, chiese, rocche), è percorsa da una fitta rete tratturale in cui spicca il "regio" tratturo Pescasseroli-Candela) e dalle antiche arterie viarie preromane e romane (Via Herculea, Via Minucia, Via Traiana,(via Francigena nel Sud) Via Aurelia Eclanensi, Via Emilia ecc.).
Le comunità locali, per salvaguardare un bene pubblico di eccezionale valore ed interesse culturale hanno predisposto diversi progetti di tutela, recupero e valorizzazione del territorio. Le Valli del Miscano, dell’Ufita e del Cervaro hanno conosciuto una storia comune con insediamenti indigeni sec. VIII sec. a. C., gli Irpini, i Dauni, i Sanniti e gli Apuli. Lungo il tratturo hanno transitato pastori, guerrieri, greggi, le antiche pietre trasudano ancora di rumori e suoni della natura ancora intatta, i corsi del Miscano, hanno scavato per millenni la valle, un tempo navigabile, ora raggiungibile comodamente con la statale 90/bis. Oltre alle aree erbose si ammirano boschi di abeti, cerri, querce e piante tipiche della macchia mediterranea, erbe officinali, oggetto di rivalutazione di aziende agrituristiche.
I paesi accastellati lungo il tratturo si ergono a sentinelle del paesaggio dominati dal verde primaverile o dal giallo oro dell’afa estiva. Il trekking della transumanza, praticato a cavallo, trova in Casalbore (601 m) l’incrocio dei bracci di riposo degli armenti (Tratturo dei Pioppi, Tratturo del Termine, di Ginestra e Castelfranco in Miscano (Bn), della Guarana. Del Campo dei Monaci. Lungo questi Bracci del Tratturo Pescasseroli-Candela, attraversano la necropoli a tumuli e a fossa, e le aree sacre degli templi, celebre quello di Macchia Porcara di Casalbore (VI-III a. C.). I reperti possono essere ammirati nel Museo Archeologico di Ariano Irpino. http://www.comunediariano.it/musei/archeologico/index.html http://www.cir.campania.beniculturali.it/luoghi-della-cultura/antiquarium-di-ariano-irpino
S. Maria dei Bossi http://www.irpinia.info/sito/towns/casalbore/churches.htm è un piccolo gioiello collocato sull’asse della via Francigena e del tratturo a ridosso del paese, è visitabile su prenotazione, dopo aver visitato la torre quadrata normanna di Casalbore, ormai simbolo del paese e la grotta di S. Michele Arcangelo, santuario micaelico alto medioevale.
Sant’Elia nell’omonima contrada ospita in un’antica masseria, circondata da folti boschi, l’azienda agrituristica aperta tutta l’estate e d’inverno su prenotazione, offre oltre uno splendido panorama ed un parco rurale, pernotto e ristoro con vasta scelta di menù tipici locali, organizza per il tempo libero passeggiate, escursioni e trekking culturali e a tema nella natura sul territorio a piedi e con MtB. Informazioni 333.7737555 - info@agrisantelia.it – www.agrisantelia.it
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